Parere approvato dalla Commissione sull’atto del Governo N.255 (UCITS V)

Senato della Repubblica

La Commissione, esaminato lo schema di decreto legislativo in titolo,

premesso che

lo schema di decreto legislativo recepisce la direttiva 2014/91/UE (cosiddetta UCITS V) del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014, che modifica la direttiva 2009/65/UE concernente il coordinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative in materia di taluni organismi di investimento collettivo in valori mobiliari (OICVM), per quanto riguarda le funzioni di depositario, le politiche retributive e le sanzioni.

Considerato che

l’articolo 1 modifica il Testo unico in materia finanziaria (TUF), decreto legislativo n. 58 del 1998, dando così attuazione tanto alla direttiva 2014/91/UE, in materia di organismi di investimento collettivo in valori  immobiliari, quanto alla direttiva 2014/65/UE, in materia di mercati degli strumenti finanziari;

la lettera a) interviene sull’articolo 4 del TUF, relativo alla collaborazione tra le autorità di vigilanza, prevedendo che, quando l’autorità giudiziaria procede in relazione a specifici reati, possano essere informate anche Banca d’Italia e Consob;

le modifiche introdotte in sostanza prevedono che:

– se il processo penale è concluso e la sentenza di condanna è definitiva, Banca d’Italia e Consob devono poter acquisire informazioni sulla pena applicata dall’autorità giudiziaria; a tal fine sono previsti protocolli d’intesa con il Ministero della giustizia (comma 13-bis);

– se il procedimento penale non è concluso, Banca d’Italia e Consob possono chiedere informazioni all’autorità giudiziaria, la quale potrà collaborare nel rispetto del segreto istruttorio previsto dall’articolo 329 del codice di procedura penale (comma 13-ter).

Considerato, inoltre, che

la lettera b) modifica l’articolo 48 del citato Testo unico, relativo ai compiti del depositario;

l’articolo 22 del TUF stabilisce che, nella prestazione dei servizi di investimento e accessori, gli strumenti finanziari e le somme di denaro dei singoli clienti, a  qualunque titolo detenuti dall’impresa di investimento, dalla SGR, dalla società di gestione UE o dagli intermediari finanziari, nonché gli strumenti finanziari dei singoli clienti a  qualsiasi titolo detenuti dalla banca, costituiscono patrimonio distinto a tutti gli effetti da  quello dell’intermediario e da quello degli altri clienti;

l’incarico di depositario può essere assunto da banche autorizzate in Italia, succursali italiane di banche comunitarie, SIM e succursali italiane di imprese di investimento;

l’articolo 1, comma 1, lettera b), dello schema di decreto legislativo elimina dai compiti propri del depositario il calcolo – su incarico del gestore – delle parti di OICVM, allo scopo di “allineare la disciplina del depositario di OICVM italiani al quadro normativo europeo”;

il nuovo comma 3-bis dell’articolo 48, introdotto dalla lettera b), numero 2) dell’articolo 1, comma 1, prevede che qualora il gestore deleghi al depositario tale funzione (in regime di esternalizzazione), il depositario, nel quale si sommano i due ruoli (calcolo del valore e verifica della sua correttezza) deve adottare misure organizzative e di gestione dei conflitti di interesse conformi alle disposizioni adottate dalla Banca d’Italia e dalla Consob; il depositario deve conseguentemente separare, sotto il profilo gerarchico e funzionale, l’espletamento delle  funzioni di depositario dagli altri suoi compiti potenzialmente confliggenti; inoltre i potenziali  conflitti di interesse devono essere identificati, gestiti, monitorati e comunicati agli investitori dell’OICR.

Esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

in merito all’articolo 1, comma 1, lettera a), valuti il Governo di chiarire se, a fronte della richiesta degli organismi di vigilanza, l’autorità giudiziaria sia tenuta a fornire le informazioni sul procedimento penale in corso.

In merito all’articolo 1, comma 1, lettera b), la Commissione ritiene opportuno  rimodulare la norma primaria chiarendo che l’affidamento dell’incarico del calcolo del valore delle parti di OICVM, pur non costituendo più un compito di legge del depositario a seguito delle modifiche al comma 3, può continuare ad essere conferito al depositario, a condizione che siano rispettati gli obblighi di separazione gerarchica e funzionale previsti dalle norme per la gestione dei conflitti di interesse.

Il comma 3-bis andrebbe riformulato prevedendo che il depositario può svolgere altre attività nei confronti del gestore e/o dell’OICR, incluso il calcolo del valore delle parti dell’OICVM, anche in regime di esternalizzazione a condizione che separi, sotto il profilo gerarchico e funzionale, l’espletamento delle funzioni di depositario dagli altri suoi compiti potenzialmente confliggenti e che i potenziali conflitti di interesse siano identificati, gestiti, monitorati e comunicati agli investitori dell’OICR.

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