A.G. 389 – Parere approvato dalla 2a e 6a Commissione Riunite (antiriciclaggio)

Antiriciclaggio

PARERE DELLE COMMISSIONI 2a E 6a RIUNITE

(Estensori: ALBERTINI e Lucrezia RICCHIUTI)

Schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2015/849 relativa alla prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo e recante modifica delle direttive 2005/60/CE e 2006/70/CE e l’attuazione del regolamento (UE) n. 2015/847 riguardante i dati informativi che accompagnano i trasferimenti di fondi e che abroga il regolamento (CE) n. 1781/2006.

Le Commissioni 2a (Giustizia) e 6a (Finanze e tesoro):

esaminato lo schema di decreto legislativo di cui all’atto del Governo n. 389;

svolto un ampio ciclo di audizioni e acquisite le memorie dei soggetti interessati e degli esperti;

preso atto delle  relazioni svolte dai senatori Albertini, per parti di competenza della Commissione giustizia, e Ricchiuti, per le parti di competenza della  Commissione finanze, nella seduta del 28 marzo 2017, nonché della  discussione  successivamente svoltasi nell’ambito delle medesime commissioni;

premesso che:

lo schema di decreto in esame recepisce, in attuazione degli articoli 1 e 15 della legge n. 170 del 2016 (legge di delegazione europea 2015), la direttiva UE 2015/849 (quarta direttiva antiriciclaggio), volta ad ottimizzare in tutti gli Stati membri l’utilizzo degli strumenti di lotta contro il riciclaggio dei proventi di attività criminose e il finanziamento del terrorismo, al fine di  adeguare la normativa interna alle disposizioni del regolamento UE 2015/847; la predetta direttiva che dovrà essere recepita entro il 26 giugno 2017, definisce un quadro globale per il contrasto della raccolta di beni o di danaro a scopi terroristici prescrivendo agli Stati membri di individuare, comprendere e mitigare i rischi di riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo;

considerato che lo spirito della direttiva 2015/849 è di rafforzare l’approccio basato sul rischio, di accrescere la trasparenza sulla titolarità effettiva e di conferire alle Financial Intelligence Units (FIU) maggiore autonomia ed efficienza, in vista di un contrasto del riciclaggio di danaro di provenienza illecita e del finanziamento del terrorismo sempre più determinato ed efficace;

e che coerentemente viene disegnato un sistema sanzionatorio basato su misure effettive, proporzionate e dissuasive, da applicare alle persone fisiche e alle persone giuridiche direttamente responsabili della violazione delle disposizioni dettate in funzione di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo;

 considerato che  la norma di delega  (art. 15 legge n. 170 del 2016) individua gli obiettivi di orientare e gestire efficacemente le politiche di contrasto all’utilizzo del sistema economico e finanziario per fini illegali nonché graduare i controlli e le procedure strumentali in funzione del rischio; in tale prospettiva sono delineati i criteri direttivi;  nel rispetto del principio del ne bis in idem e di proporzionalità e dissuasività delle sanzioni irrogate per le violazioni della disciplina attuativa della direttiva sono previsti una serie di principi e criteri direttivi volti ad introdurre nuove fattispecie incriminatrici solo per le gravi violazioni degli obblighi di adeguata verifica della clientela e  di conservazione dei documenti commesse con frode, falsificazione di documenti e violazione del divieto di comunicazione dell’avvenuta segnalazione, con un limite massimo delle relative sanzioni compreso tra i 3 anni di reclusione e i 30.000 euro di multa; graduare entità e tipo delle sanzioni amministrative sulla base di specifici parametri; prevedere che le sanzioni per violazioni della direttiva commesse dalle persone giuridiche possano essere applicate ai soggetti in posizione apicale dell’ente; sanzionare a livello amministrativo le gravi, reiterate o plurime violazioni nonché quelle relative a segnalazioni di operazioni sospette, che comportano le misure afflittive specificate dalla stessa norma di delega; 

considerato altresì  che in questa direzione lo schema di decreto in esame riscrive sostanzialmente il decreto legislativo 21 novembre 2007, 231 (attuativo della precedente direttiva antiriciclaggio),  introducendo diverse innovazioni che riguardano i soggetti destinatari degli obblighi, l’attività di registrazione, le comunicazioni delle competenti autorità, la nozione di titolare effettivo, le misure di adeguata verifica della clientela, i controlli, gli obblighi di conservazione e le sanzioni;

         e che  la seconda parte del decreto riscrive  il decreto legislativo n. 109 del 2007;

tenuto conto inoltre del quadro normativo nazionale in tema di antiriciclaggio e, in particolare, del decreto legislativo 15 gennaio 2016, n. 8 che ha trasformato in illecito amministrativo alcune violazioni della normativa antiriciclaggio per le quali era prevista la sola pena pecuniaria: la condotta di chiunque contravviene alle disposizioni concernenti l’obbligo di identificazione, salvo che il fatto costituisca più grave reato; la condotta di chi omette di effettuare la registrazione dei dati ovvero la effettua in modo tardivo o incompleto; il comportamento del collaboratore esterno che omette di eseguire, esegue tardivamente  ovvero in modo incompleto la comunicazione al soggetto per conto del quale opera, ai fini dell’adempimento dell’obbligo di registrazione;

rilevato che l’articolo 1 dello schema di decreto legislativo in esame sostituisce integralmente il Titolo I (Disposizioni di carattere generale) del decreto legislativo n. 231 del 2007,  e che nel Capo I,  concernente l’ambito di applicazione, gli articoli da 1 a 3 modificano le definizioni, le finalità e i principi recati dalle norme in vigore, nonché l’elenco dei destinatari delle disposizioni antiriciclaggio e di lotta al finanziamento al terrorismo, e che  dal combinato disposto degli articoli 1 e 10 del Capo I si evince che tra i soggetti destinatari ci sono le Pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, ovvero gli enti pubblici nazionali, le società partecipate dalle amministrazioni pubbliche e dalle loro controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile;

 

ritenuto che nel panorama italiano devono essere valorizzati gli apporti di tutti i soggetti interessati, a partire dall’UIF, dalla Guardia di finanza – Nucleo speciale di polizia valutaria, alla Direzione investigativa antimafia e all’autorità giudiziaria;

considerato che l’articolo 2 dello schema sostituisce integralmente il Titolo II (Obblighi) del decreto legislativo n. 231 del 2007, confermando i pilastri su cui si fonda il sistema di prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo (adeguata verifica, registrazione e segnalazione delle operazioni sospette); e quanto riguarda il Capo III, l’articolo 35, nel disciplinare l’obbligo di segnalazione sospetta precisa che la segnalazione alla UIF (Unità di informazione finanziaria per l’Italia) deve essere effettuata prima di compiere l’operazione; nelle ipotesi indicate dalla norma i soggetti obbligati, dopo aver ricevuto l’atto o eseguito l’operazione, ne informano tempestivamente la UIF. Tuttavia la segnalazione si considera tardiva se è effettuata, nonostante la preesistenza degli elementi di sospetto, solo successivamente all’avvio di attività ispettive presso il soggetto obbligato, da parte delle autorità di vigilanza; la segnalazione si considera tardiva ove effettuata decorsi trenta giorni dal compimento dell’operazione sospetta, con la conseguenza dell’irrogazione di una sanzione amministrativa pecuniaria dall’1 al 40 per cento del valore dell’operazione non segnalata, ovvero tardivamente segnalata – come previsto dal  successivo articolo 58, al comma 1 –  nei confronti del soggetto obbligato;

premesso che, con riferimento  all’analisi e allo sviluppo delle segnalazioni sospette – di cui all’articolo 40 del decreto legislativo n. 231 del 2007- la UIF può comunicare, sulla base di appositi protocolli operativi, all’Autorità giudiziaria le informazioni e i risultati delle analisi inerenti a ipotesi di riciclaggio, reati presupposti o finanziamento del terrorismo di specifico interesse;  

considerato altresì che l’articolo 5 dello schema di decreto legislativo sostituisce integralmente il titolo V del decreto legislativo n. 231/2007, modificando sia gli illeciti penali  (Capo I) che quelli amministrativi, e, in particolare, che il comma 2, sostituendo il Capo II in ordine alla disciplina delle sanzioni amministrativa, apporta una riforma sostanziale alla normativa vigente che rinvia,  per il procedimento di accertamento e irrogazione delle sanzioni  amministrative alla legge n. 689 del 1981; la riforma invece, elencando le diverse sanzioni previste per le violazioni della normativa antiriciclaggio, delinea un procedimento sanzionatorio specifico e detta particolari disposizioni sui criteri di determinazione della sanzione e sul pagamento in misura ridotta; rilevato, in particolare, che  nell’articolo 58 (Inosservanza delle disposizioni relative all’obbligo di segnalazione delle operazioni sospette) non sono più previste alcune clausole di salvaguardia, attualmente contenute nell’articolo 57 del decreto legislativo, che determinano l’applicazione dell’illecito amministrativo solo quando la condotta non integri gli estremi di un reato; e che nel medesimo articolo 58, al comma 2, si prevede l’applicazione, in capo al personale del soggetto obbligato (persona fisica) ritenuto responsabile in via esclusiva o concorrente con l’ente presso cui opera per l’omessa o tardiva segnalazione di operazione sospetta, della summenzionata sanzione applicabile al soggetto obbligato (persona giuridica), laddove la legge di delega non contempla la punibilità del personale in senso stretto; inoltre all’articolo  57, al comma 4, non viene individuato il limite massimo delle sanzioni amministrative, contro i princìpi generali stabiliti dalla legge n. 689 del 1981;

per quanto riguarda le sanzioni amministrative accessorie, rilevato che il nuovo articolo 61 , comma 5, prevede in casi particolarmente gravi, la sospensione da 15 giorni a 3 mesi dell’esercizio del servizio o dell’attività e che la violazione dell’ordine di sospensione viene sanzionata con una sanzione pecuniaria da 10.000 a 30.000 euro;

         in merito alle disposizioni transitorie contenute nell’articolo 69 preliminarmente si rammenta che, in merito ai profili concernenti la successione nel tempo delle disposizioni che prevedono sanzioni pecuniarie amministrative, l’articolo 1 della legge n. 689 del 1981 prevede in via generale il principio di legalità in relazione alle stesse, ma non quella di retroattività delle disposizioni più favorevoli sul modello di quanto previsto dai commi secondo, terzo e quarto dell’articolo 2 del codice penale. A tale impostazione generale nella materia considerata fanno eccezione l’articolo 17 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e l’articolo 23-bis  del decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 1988, n. 148, che riprendono in termini sostanziali le citate disposizioni del codice penale. La previsione in esame costituirebbe quindi un’ulteriore ipotesi eccezionale, che si differenzierebbe però nella sua formulazione dai precedenti citati senza che di tale differenziazione sia rinvenibile alcuna giustificazione;

 

osservato che lo schema necessita di talune modifiche volte a recepire suggerimenti emersi nel corso sia della discussione presso le Commissioni congiunte sia nelle audizioni -:

esprimono parere favorevole

 

con le seguenti condizioni riferite agli articoli dello schema di decreto legislativo:

  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo I, art. 1, capoverso comma 2 alla lett. dd), n. 1, 1.1., dopo le parole “di regione” siano aggiunte le seguenti: “assessore regionale,”. Conseguentemente, al medesimo n. 1, 1.1. le parole “di capoluogo di provincia” siano sostituite dalle seguenti: “di Comuni con popolazione superiore a 15000 abitanti”. Indi, al n. 1, 1.7., dopo le parole “dalle Regioni” siano aggiunte le seguenti: “o dagli enti locali”; dopo la parola “totalitaria;” siano aggiunte le seguenti: “, la figura di direttore generale di ASL o di azienda ospedaliera;”
  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo II, art. 4:
  1. a. al capoverso comma 1, siano aggiunti i seguenti periodi: “In tali materie promuove la collaborazione tra la UIF, le Autorità di vigilanza di settore, gli ordini professionali, la DIA e la Guardia di finanza, secondo quanto disposto dalle norme vigenti e dal presente decreto. All’esercizio di tale funzione collabora con il Ministro il Comitato di sicurezza finanziaria di cui all’articolo 5”;
  2. b. al capoverso comma 3, alinea, siano soppresse le parole “di taluni soggetti”. Conseguentemente, al medesimo alinea, dopo le parole “presente decreto” siano aggiunte le seguenti: “di taluni soggetti che esercitano, in modo occasionale o su scala limitata, un’attività finanziaria che implichi scarsi rischi di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo”;
  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo II, art. 5:
    1. al capoverso comma 1, le parole da “promuove la” fino a “anche tenuto” siano sostituite dalla seguente: “tiene”. Conseguentemente, al medesimo comma, le parole “degli standard” fino a “in materia” siano sostituite dalle seguenti: “della regolamentazione internazionale”; e, dopo le parole “sicurezza finanziaria”, siano aggiunte le seguenti: “delle azioni condotte dalle altre Autorità competenti”;
    2. al capoverso comma 5, primo periodo, le parole da “coordina” fino al “2, lett. a)” siano sostituite dalle seguenti: “gli indirizzi strategici per il contenimento del relativo rischio da parte delle autorità competenti”;
  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo II, art. 6:
    1. al capoverso comma 2, primo periodo, dopo le parole “quale compete” siano aggiunte le seguenti: “in autonomia”;
    2. al capoverso comma 4, sia soppressa la lettera h)
    3. al capoverso comma 8, le parole “gli allegati alla medesima relazione” siano sostituite dalle seguenti: “il rapporto sull’attività svolta e la relazione della Banca d’Italia”;

 

5) all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo II, art. 8, capoverso comma 1, la lettera a) sia sostituita dalla seguente: “a) riceve tempestivamente dalla UIF, per il tramite del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza ovvero, per quanto attinente alle segnalazioni relative alla criminalità organizzata, per il tramite della Direzione investigative antimafia, i dati relativi ai nominativi indicati nelle segnalazioni di operazioni sospette, necessari per la verifica della loro eventuale attinenza a procedimenti giudiziari in corso anche ai fini della potestà di impulso attribuita al Procuratore nazionale. La Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo può richiedere alla UIF ulteriori elementi informativi e di analisi relativi alle segnalazioni di operazioni sospette individuate come di proprio interesse a seguito del predetto scambio. A tali fini la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo stipula con la UIF, la Guardia di Finanza e la DIA appositi protocolli d’intesa, volti a stabilire le modalità e la tempistica dello scambio di informazioni di cui alla presente lettera, assicurandone la riservatezza anche mediante il trattamento di dati in forma anonima”;

  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo II, art. 10:
    1. al capoverso comma 1, alinea, siano soppresse le parole da “competenti” fino alla fine dell’alinea;
    2. al capoverso comma 1, siano soppresse le lettere da a) a c);
    3. al capoverso comma 2, primo periodo, le parole “funzione del” siano sostituite dalle seguenti: “presenza di un basso”. Conseguentemente, siano soppressi, nel medesimo periodo, le parole “responsabili dei procedimenti dei cui al comma 1” e il secondo periodo;
    4. al capoverso comma 3, primo periodo, siano soppresse le parole “responsabili dei procedimenti dei cui al comma 1”;
    5. al capoverso comma 4, dopo le parole “dati e informazioni concernenti” siano aggiunte le seguenti: “la propria attività, incluse”; indi, siano soppresse le parole “nell’esercizio della propria attività istituzionale”;
    6. al capoverso comma 5, siano soppresse le parole “responsabili dei procedimenti di cui al comma 1”:
  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo II, art. 11, capoverso comma 4, il primo periodo sia sostituito dal seguente: “Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, sono individuati gli organismi di autoregolamentazione abilitati a ricevere le segnalazioni di operazioni sospette da parte dei propri iscritti, per il successivo inoltro all’UIF, e sono specificate le modalità e le garanzie di tutela della riservatezza del segnalante.”;
  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo III, art. 12:
    1. al capoverso comma 1, le parole “di cui all’articolo 21, comma 2, lett. a)” siano sostituite dalla seguente: “competenti”; indi, dopo le parole “indagini collaborano”, siano aggiunte le seguenti: “e scambiano informazioni”;
    2. al capoverso comma 2, le parole “di cui all’articolo 21, comma 2, lett. a)” siano sostituite dalla seguente: “competenti”;
    3. al capoverso comma 3, le parole “i risultati delle analisi” siano sostituite dalle seguenti: “di svolgere analisi e di fornire”. Conseguentemente, sia aggiunto il seguente periodo: “L’autorità giudiziaria e gli organi delle indagini forniscono riscontro all’UIF circa l’utilizzo delle analisi e delle informazioni ricevute”;
    4. al capoverso comma 4, le parole “gli organi delle indagini” siano sostituite dalle seguenti: “le autorità e gli organi competenti”;
    5. il capoverso comma 6 sia sostituito dal seguente: “La UIF scambia con le amministrazioni e gli organismi interessati, nonché con gli organismi di autoregolamentazione, le informazioni relative alle analisi strategiche volte a individuare tendenze evolutive dei fenomeni di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. La UIF informa tempestivamente il Comitato di sicurezza finanziaria di tali scambi e fornisce al medesimo, con cadenza semestrale, una relazione sintetica che informa in ordine al numero e alla tipologia delle informazioni disseminate e fornisce riscontro in ordine alle attività intraprese a seguito del loro utilizzo”;
    6. dopo il capoverso comma 8, sia aggiunto il seguente: 8-bis. La UIF può scambiare con l’Autorità nazionale anticorruzione, le agenzie fiscali, l’OAM, l’OCF e l’organismo di cui all’art. 112-bis del TUB informazioni sui fenomeni rilevanti al fine di agevolare l’esercizio delle rispettive funzioni istituzionali. I medesimi soggetti informano prontamente la UIF di situazioni, ritenute correlate a fattispecie di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, di cui vengono a conoscenza nell’esercizio della propria attività istituzionale.”;

 

  • all’articolo 1, comma 1, Titolo I, Capo III, art. 13, capoverso comma 1, terzo periodo, dopo le parole “presente comma” siano aggiunte le seguenti: “e all’articolo 12, comma 4”. Indi, al quarto periodo, le parole “salvo esplicito e motivato diniego” siano sostituite dalle seguenti: “previo consenso” e il quinto periodo sia soppresso;
  • all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo I, art. 17:
  1. al capoverso comma 6, siano premesse le seguenti parole: “Fatto salvo quanto stabilito nei successivi commi 6-bis e 8-bis,” e dopo le parole “le banche,” siano aggiunte le parole “Poste Italiane S.p.A.,”;
  2. dopo il capoverso comma 6, sia aggiunto il seguente: “6-bis. “Le banche, Poste Italiane S.p.A., gli istituti di pagamento e gli istituti di moneta elettronica applicano le misure semplificate di adeguata verifica della clientela di cui all’articolo 23:
  3. a) nella prestazione di servizi di emissione e di distribuzione di moneta elettronica di importo inferiore a 15.000 euro in cui l’ordinante ed il beneficiario coincidano;
  4. b) nella prestazione di servizi di emissione e di distribuzione di moneta elettronica che consistano in operazioni di trasferimento fondi di importo inferiore a 15.000 euro qualora ricorrano, anche non cumulativamente, le seguenti condizioni:

(i) l’importo dell’operazione è inferiore a 1.000 euro e nei trenta giorni precedenti l’ordinante non ha eseguito altre operazioni della medesima tipologia di importo tale che, se cumulate con l’operazione richiesta, eccedano l’importo complessivo di 1.000 euro;

(ii)          lo strumento di moneta elettronica non sia alimentato con moneta elettronica anonima e l’emittente effettui il controllo sulle operazioni effettuate idoneo a consentire la rilevazione di operazioni anomale o sospette.”

  1. dopo il capoverso comma 8, siano aggiunti i seguenti: “8-bis. La Banca d’Italia stabilisce, con proprio provvedimento, i casi di esenzione dall’obbligo di adeguata verifica per l’attività d’incasso di fondi svolta su incarico di prestatori di servizi di pagamento, sulla base di contratti di esternalizzazione che ne determinino le modalità di svolgimento. L’esenzione è prevista solo per i casi in cui nella gestione in via automatizzata delle procedure di pagamento non sia consentita l’alterazione manuale.

8-ter. Le disposizioni del presente articolo non si applicano all’attività di pagamento di tributi, beni e servizi d’interesse generale né ai pagamenti dovuti a pubbliche amministrazioni”;

  • all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo I, all’art. 21:
  1. a. al capoverso comma 1, dopo le parole “2000, n. 361” siano aggiunte le seguenti: “nonché gli enti di cui all’articolo 1 della legge 6 giugno 2016, n. 106”;
  2. b. al capoverso comma 2, lettera d), dopo le parole “legge 29 dicembre 1993, n. 580” siano aggiunte le seguenti “, e alle società che offrono servizi di informazione commerciale che, sulla base di apposite convenzioni con i soggetti obbligati, offrono a questi ultimi servizi informativi e operativi di supporto ai processi previsti dalla vigente normativa antiriciclaggio”;
  3. c. al capoverso comma 2, la lettera e) sia sostituita dalla seguente: “ad altri soggetti, compresi i portatori di interessi diffusi, titolari di un interesse specifico, qualificato e differenziato all’accesso, ovvero alle imprese di informazioni commerciali titolari della licenza di cui all’articolo 134 del Regio decreto 18 Giugno 1931, n. 773, previa apposita richiesta e dietro pagamento dei diritti di segreteria di cui all’articolo 18 della legge 29 dicembre 1993, n. 580. L’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva può essere escluso qualora le informazioni riguardino persone incapaci o minori d’età ovvero qualora l’accesso esponga il titolare effettivo a rischi d’incolumità”.
  4. d. ancora con riferimento all’articolo 21 del decreto legislativo n. 231 del 2007, come sostituito dall’articolo 2 dello schema di decreto, valuti il Governo l’opportunità di rivedere la formulazione della disposizione nel senso di prevedere la gratuità dell’accesso al Registro delle imprese ai fini della consultazione delle informazioni sulla titolarità effettiva di persone giuridiche e trust, ovvero di riformulare il comma 5, lettera f), il quale rinvia a un decreto ministeriale la definizione dei diritti di segreteria per l’accesso al Registro delle imprese, nel senso di specificare che i predetti diritti di segreteria devono essere fissati “comunque nei limiti di costi standard”, valutando altresì l’opportunità di prevedere la definizione dei predetti diritti di segreteria anche attraverso la fissazione di un canone forfetario annuo da applicarsi nel caso di accessi ripetuti che il soggetto obbligato effettui a supporto degli adempimenti prescritti in occasione dell’adeguata verifica;

12) all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo I, all’art. 23, capoverso comma 2, alla lett. b) sia aggiunto il punto 6. “carte aziendali, così come definite dall’articolo 2, numero 6) del Regolamento (UE) 2015/751 del parlamento europeo e del consiglio del 29 aprile 2015 relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta, ossia qualsiasi strumento di pagamento basato su carta emesso a favore di imprese o enti del settore pubblico o professionisti per uso limitato alle spese aziendali in cui i pagamenti effettuati con le carte in questione sono imputati direttamente al conto dell’impresa o dell’ente del settore pubblico o del professionista.”;

 

13)      all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo II, all’art. 32 sia soppresso il capoverso comma 3. Conseguentemente, dopo l’art. 32 sia aggiunto il seguente: “Art. 32-bis. 1. Ai fini del rispetto degli obblighi di conservazione di cui all’articolo 31 e 32, i soggetti obbligati di cui all’articolo 3, comma 2, lettere da a) a n) e da s) a u), nonché i soggetti obbligati di cui all’articolo 3, comma 3, lettera a), comma 4, lettera d) e comma 6, lettera a) istituiscono un archivio unico informatico.

  1. L’archivio unico informatico è formato e gestito in modo tale da assicurare la chiarezza, la completezza e l’immediatezza delle informazioni, la loro conservazione secondo criteri uniformi, il mantenimento della storicità delle informazioni, la possibilità di desumere evidenze integrate, la facilità di consultazione. Esso deve essere strutturato in modo tale da contenere gli oneri gravanti sui diversi destinatari, tenere conto delle peculiarità operative dei diversi destinatari e semplificare le registrazioni.
  2. L’istituzione dell’archivio unico informatico è obbligatoria solo qualora vi siano dati o informazioni da registrare.
  3. Per l’istituzione, la tenuta e la gestione dell’archivio unico informatico è possibile avvalersi di un autonomo centro di servizio, ferme restando le specifiche responsabilità previste dalla legge a carico del soggetto obbligato e purché sia assicurato a quest’ultimo l’accesso diretto e immediato all’archivio stesso.
  4. Gli intermediari bancari e finanziari facenti parte di un medesimo gruppo possono avvalersi, per la tenuta e gestione dei propri archivi, di un unico centro di servizio affinché un delegato possa trarre evidenze integrate a livello di gruppo. Deve essere comunque garantita la distinzione logica e la separazione delle registrazioni relative a ciascun intermediario.
  5. I dati identificativi e le altre informazioni relative ai rapporti continuativi, alle prestazioni professionali e alle operazioni, possono anche essere contenuti in archivi informatici, diversi dall’archivio unico, a condizione che sia comunque assicurata la possibilità di trarre, con un’unica interrogazione, informazioni integrate e l’ordine cronologico delle stesse e dei dati.
  6. Le Autorità di vigilanza di settore, sentita la UIF, emanano disposizioni sulla tenuta dell’archivio unico informatico. Esse possono altresì stabilire modalità semplificate di conservazione per i soggetti in relazione alle cui operazioni il rischio è ritenuto basso.”;

 

14) all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo II, art. 33, capoverso comma 1, dopo la parola “lettera i)” aggiungere le seguenti: “o), p), q) e v)”;

15) all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo II, art. 34, il capoverso comma 3 sia soppresso. Conseguentemente, al medesimo articolo sia aggiunto il seguente capoverso comma: “3-bis. I soggetti operanti l’attività di recupero crediti per conto terzi, con la licenza di cui all’articolo 115 del Regio decreto 18 Giugno 1931, n.773, rispettano gli obblighi di registrazione di cui all’articolo 32, utilizzando i sistemi informatici in dotazione.”

16)         all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo III, art. 35:

  1. al capoverso comma 1, il primo periodo sia sostituito dal seguente: “I soggetti obbligati, ove possibile prima di compiere l’operazione, inviano senza ritardo alla UIF una segnalazione di operazione sospetta quando sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo ovvero riconducibili a reati presupposto associati.”
  2. il capoverso comma 2 sia sostituito dal seguente: “Nei casi di cui al comma 1, i soggetti obbligati non eseguono l’operazione finché non sia stata inviata la segnalazione sospetta, fatte salve le ipotesi in cui l’operazione deve essere eseguita immediatamente in ragione di obblighi di legge, della normale operatività o del pericolo di ostacolare le indagini. In tali ipotesi la segnalazione è inviata subito dopo l’esecuzione dell’operazione.”;

 

17) all’articolo 2, comma 1, Titolo II, Capo III, art. 36, capoverso comma 2, le parole “ha l’obbligo di segnalare” siano sostituite dalla seguente: “comunica”;

18) all’articolo 2, al comma 1, Titolo II, Capo III, art.  40, nella rubrica le parole “della segnalazione” siano sostituite dalle seguenti: “delle segnalazioni”. Conseguentemente, al capoverso comma 1:

  1. a. alla lett. a) le parole “UIF estere” siano sostituite dalla seguente: “FIU”;
  2. b. alla lett. c), le parole “corredate da una relazione tecnica” siano soppresse; indi, dopo le parole “di riciclaggio” siano aggiunte le seguenti: “di reati presupposto associati”; e le parole “ne informano il” siano sostituite dalle seguenti: “a loro volta le inviano tempestivamente al”;
  3. c. alla lett. d), le parole “che ritiene infondate” siano sostituite dalle seguenti: “non trasmesse ai sensi della lett. c)”;

19) all’articolo 2, al comma 1, Titolo II, Capo V, art.  44, sia soppresso il capoverso comma 3;

20) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 55, capoverso comma 1, le parole da “falsifica” fino a “cliente” siano sostituite dalle seguenti. “utilizza dati falsi o informazioni non veritiere relativi al cliente”; al capoverso comma 3, dopo le parole “a fornire” siano aggiunte le seguenti: “, anche in base all’articolo 21, commi 1 e 3,”;

21) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 56, il capoverso comma 1 sia sostituito dal seguente: “Ai soggetti obbligati diversi da quelli di cui all’articolo 62 che, in violazione delle disposizioni in materia di adeguata verifica della clientela, omettono in modo grave o ripetuto o sistematico di acquisire e verificare i dati identificativi e le informazioni sul cliente, sul titolare effettivo, sull’esecutore, sullo scopo e sulla natura del rapporto continuativo o della prestazione professionale, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3 mila a 50 mila.”. Conseguentemente, il capoverso comma 3 sia soppresso;

22) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 57, il capoverso comma 1 sia sostituito dal seguente: “Ai soggetti obbligati diversi da quelli di cui all’articolo 62 che, in violazione di quanto disposto dagli articoli 31 e 32, non effettuano in modo grave o ripetuto o sistematico la conservazione dei dati, dei documenti e delle informazioni ivi previsti si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3 mila a 50 mila.”. Conseguentemente, il capoverso comma 2 sia soppresso;

23) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 58, il capoverso comma 1 sia sostituito dal seguente: ““Salvo che il fatto costituisca reato, ai soggetti obbligati diversi da quelli di cui all’articolo 62 che omettono in modo grave o ripetuto o sistematico la segnalazione di operazioni sospette ai sensi dell’articolo 35 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3 mila fino a un milione; l’importo della sanzione non può comunque superare il 40 per cento del valore dell’operazione non segnalata.”. Conseguentemente, i capoversi commi 2, 3 e 4 siano soppressi. Indi, al capoverso comma 5, dopo la parola “obbligati” siano aggiunte le seguenti: “diversi da quelli di cui all’art. 62”;

24) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 59, capoverso comma 1, siano soppresse le parole “o effettui tardivamente”. Conseguentemente, al medesimo capoverso, sia aggiunto il seguente periodo: “La comunicazione effettuata anche da un solo membro dell’organo di controllo fa venir meno la responsabilità degli altri”;

25)         all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 62, capoverso comma 1, dopo le parole “nonché della” siano aggiunte le seguenti: “mancata esecuzione del provvedimento di cui all’articolo 6, comma 4, lett. c)”. Indi:

  1. nel capoverso comma 3, le parole “di cui al comma 2” siano sostituite dalle seguenti “di cui ai commi 2 e 5”;
  2. b. nel capoverso comma 4, alinea, siano soppresse le parole “in alternativa alla sanzione amministrativa pecuniaria”;
  3. nel capoverso comma 5 le parole “autorità di vigilanza di settore” siano sostituite dalla seguente: “Consob”; indi, le parole “euro 2500” siano sostituite dalle parole “euro 3000”; e sia aggiunto infine il seguente periodo: “Si applicano i commi 3 e 4”;
  4. al capoverso comma 7, siano premesse le seguenti parole: “Salvo quanto previsto nel comma 9”. Indi, al medesimo capoverso, le parole “degli intermediari bancari e finanziari” siano sostituite dalle seguenti: “dei soggetti di cui ai commi 1 e 2”;
  5. al capoverso comma 8, siano premesse le seguenti parole: “Salvo quanto previsto nel comma 9”. Indi, al medesimo capoverso, le parole da “dei revisori” fino a “intermedio” siano sostituite dalle seguenti: “dei soggetti di cui al comma 5”;
  6. al capoverso comma 9, le parole da “nei confronti” fino a “possibile” siano sostituite dalle seguenti: “per l’inosservanza delle disposizioni relative all’obbligo di segnalazione di operazioni sospette e di esecuzione del provvedimento di sospensione di cui all’articolo 6, comma 4, lett. c)”;

 

26) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 63, capoverso comma 1, le parole “ da 3000 a 50.000 euro” siano sostituite dalle seguenti: “dall’1 al 40 per cento dell’importo trasferito”. Conseguentemente, al capoverso comma 5, le parole “da 3000 a 15.000 euro” siano sostituite dalle seguenti: “dal 3 al 30 per cento dell’importo dell’operazione, del saldo del conto ovvero del libretto” e, al capoverso 6, le parole “e nel massimo edittali” siano soppresse;

 

27) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 65, capoverso comma 1, alinea, siano soppresse le parole: “nei confronti dei soggetti obbligati non sottoposti alla vigilanza delle autorità di vigilanza di settore”. Conseguentemente:

  1. siano soppressi il secondo periodo dell’alinea e le lettere da a) a c);
  2. al capoverso comma 3, le parole “lettere a), b), può trasmettere” siano sostituite dalle seguenti: “trasmette” e le parole “nell’esercizio della propria attività sanzionatoria” siano soppresse; indi le parole “rientranti nella” siano sostituite dalla seguente: “di”;
  3. al capoverso comma 7, siano soppresse le parole: “da emanarsi entro sei mesi dall’entrata in vigore delle disposizioni contenute nel presente articolo”; indi al medesimo capoverso le parole da “aventi” fino alla fine del capoverso siano sostituite dalle seguenti: “del presente decreto”;
  4. al capoverso comma 9, dopo il secondo periodo, sia aggiunto il seguente: “Nel procedimento sanzionatorio per l’irrogazione delle sanzioni di cui all’articolo 62, commi 2 e 5, del presente decreto non si applica l’articolo 6 della legge 24 novembre 1981, n. 689”;
  5. il capoverso comma 10 sia sostituito dal seguente “Ai procedimenti sanzionatori rientranti nelle attribuzioni delle autorità di vigilanza di settore, si applicano, in quanto compatibili, le previsioni di cui all’articolo 145 TUB, all’articolo 195 TUF, al Titolo XVIII, Capo VII CAP e alle relative disposizioni attuative. Le previsioni di cui all’articolo 145 TUB e le relative disposizioni attuative si applicano altresì al procedimento con cui la Banca d’Italia provvede all’irrogazione delle sanzioni di cui agli articoli 56 e 57, nei confronti dei soggetti obbligati di cui all’articolo 3, comma 5, lettera f). Alle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalle autorità di vigilanza di settore ai sensi dell’articolo 62, non si applica l’articolo 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689.”. Conseguentemente sia soppresso il capoverso comma 11.

 

28) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 66, capoverso comma 1, primo periodo, siano soppresse le parole da “in caso” a “decreto”. Conseguentemente, nel capoverso comma 2, siano soppresse le parole da “gravi” a “plurime”;

 

29) all’articolo 5, al comma 1, Capo I, art. 67, al capoverso comma 1 sia premesso il seguente periodo: “Il Ministero dell’economia e delle finanze e le autorità di vigilanza di settore, per i profili di rispettiva competenza, definiscono con provvedimento di carattere generale, i criteri per stabilire quando le violazioni sono gravi o ripetute o sistematiche, tenuto conto dell’incidenza delle condotte sull’esposizione al rischio di utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e sulla complessiva organizzazione del soggetto obbligato.” Indi, nel medesimo capoverso comma1, alla lettera f), le parole “di cui all’articolo 21, comma 2, lett. a) siano sostituite dalla seguente: “competenti”. Conseguentemente, sia soppresso il capoverso comma 2;

 

30) all’articolo 9, il comma 1 sia sostituito dal seguente: “Le disposizioni e le istruzioni emanate in attuazione di norme abrogate o sostituite per effetto del presente decreto continuano a trovare applicazione, in quanto compatibili, fino all’entrata in vigore delle nuove disposizioni e istruzioni da emanarsi entro il 31 marzo 2018. Il Ministero dell’economia e delle finanze, d’intesa con le Autorità di vigilanza di settore, la UIF e la Guardia di Finanza, stabilisce quali disposizioni e istruzioni attuative sono da considerarsi abrogate in quanto incompatibili”.

 

con le seguenti osservazioni riferite agli articoli dello schema di decreto

legislativo:

 

 

  • in ordine all’articolo 5, capoverso articolo 58, comma 2, del decreto legislativo n. 231 del 2007,  si suggerisce di rivedere la punibilità del personale degli enti in caso di omessa segnalazione delle operazioni sospette; infatti tale previsione  non solo non appare in linea con i criteri di delega, ma il mantenimento della possibilità di comminare la sanzione anche ai dipendenti, determinerebbe, tra l’altro, problemi di equità e proporzionalità, a causa dell’entità elevata delle sanzioni e per il contrasto con il principio del ne bis in idem, quantomeno perché per lo stesso fatto la persona giuridica potrebbe rispondere sia in proprio sia come responsabile solidale dell’inosservanza del dipendente;

 

2) in relazione alla nuova  formulazione  delle disposizioni di cui agli articoli 61, comma 5, e 64, comma 5, del decreto legislativo n. 231 del 2007, si valuti se la previsione di una sanzione amministrativa esclusivamente pecuniaria, a fronte della violazione di un  ordine di sospensione dell’attività per violazioni gravi, rappresenti una misura effettiva, proporzionata e dissuasiva;

3) per quanto riguarda infine le disposizioni transitorie, al fine di evitare incertezze applicative, si valuti l’opportunità o di sopprimere la previsione di cui all’articolo 69 citato ovvero di riformulare la previsione sulla base dei precedenti citati in premessa, specificando che nessuno può essere assoggettato a sanzioni amministrative per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile, salvo che la sanzione sia stata già irrogata con provvedimento definitivo, nel qual caso si estingue solo il debito residuo, e che se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo. 

 

 

 

 

 

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