Banche: Marino,obiettivo sintesi unitaria, no spot elettorali

(AGI) – Roma, 30 dic. – La Commissione d’inchiesta sulle banche ha concluso i suoi lavori dopo tre mesi “intensissimi” e, nonostante le distanze emerse tra i gruppi rispetto alle responsabilità delle crisi bancarie, l’obiettivo e’ di arrivare, entro il 27 gennaio, “a una relazione unitaria” quanto più condivisa possibile sulle proposte per il futuro, che non diventi oggetto di campagna elettorale. A tracciare il bilancio dell’attività della bicamerale, mentre cala il sipario sulla legislatura, e’ il vicepresidente Mauro Maria Marino (Pd) che indica i prossimi passi da compiere.

“Sono stati tre mesi intensissimi, abbiamo fatto 47 audizioni, più di 200 ore di lavoro a tappe serrate arrivando ad audizioni di oltre 12 ore come quella del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco”, sottolinea Marino in un colloquio con l’AGI, rivendicando il valore del lavoro svolto. “La quantità – osserva il presidente della commissione Finanze del Senato – si e’ sposata anche con la qualità e questo sta emergendo chiaramente ora che ci accingiamo a operare la sintesi delle cose che dovremmo fare per il futuro”

Nessun rimpianto ma Marino non nasconde un certo rammarico per la rilevanza che e’ stata data ad alcuni temi che non rientravano, a suo parere, nel perimetro degli obiettivi della Commissione. “Ad esempio, tutta la passione posta su Banca Etruria”, afferma il senatore Pd, sottolineando che “le quattro banche mandate in risoluzione rappresentano l’1% della massa gestita ed Etruria rappresentava la penultima per grandezza”. Secondo Marino, “il tema vero e’ il tentativo che c’e’ stato alcune volte di buttarla in campagna elettorale mentre l’obiettivo che noi dovevamo perseguire era di dare soluzione e risposte a cittadini che erano stati truffati. Ci sara’ comunque occasione, in sede di relazione conclusiva, di porre l’accento su ciò che serve sul serio”.

Il vicepresidente della Commissione ricorda che “con determinazione sono stati approfonditi punti importanti ma – rimarca – abbiamo finito per occuparci anche di molte cose che non erano cosi’ rilevanti rispetto alla mission della Commissione. Noi avevamo quattro obiettivi previsti nella legge istitutiva: come si sono riflesse le due crisi globali sul sistema bancario italiano; come mettere mano alla governance bancaria; valutare l’opera della vigilanza e capire se ci potevano essere innovazioni normative che potessero essere utili. Li abbiamo perseguiti tutti e quattro e abbiamo anche deciso quale fosse il peso da dare nella trattazione di questi singoli aspetti”.

E sul rischio che anche la relazione conclusiva possa divenire oggetto di campagna elettorale, Marino risponde senza esitazioni: “ci auguriamo assolutamente di no perché questo significherebbe vanificare gran parte di tutto il lavoro svolto”.“Quello che e’ emerso – spiega – e’ che c’e’ la volontà, sulle parti condivise, di arrivare a una relazione unitaria” che contenga le proposte su cui si e’ registrata convergenza e che riguardano: “il tema della vigilanza da interpretarsi anche dal punto di vista delle proposte normative per andare a colmare vuoti che oggettivamente ci sono; il fenomeno delle ‘porte girevoli’ da interpretare a livello più generale nel rapporto tra pubblico e privato, quindi anche il conflitto interessi; il tema importante del mercato delle sofferenze bancarie rispetto al quale il governo ha fatto molto ma su cui si può fare ancora di più; il problema dei risparmiatori truffati e del rapporto con l’Unione europea nella possibilità di ristoro, anche alla luce del cambiamento ipotizzato l’anno prossimo di alcune regole bail in; l’ipotesi di procure specializzate sui reati finanziari, un tema estremamente delicato e importante, perché non dappertutto c’e’ lo stesso livello di preparazione su questioni cosi’ complesse e cosi’ tecniche; il capitolo relativo al mercato dei derivati e alle agenzie di rating e, infine, il tema della governance bancaria e della sua revisione”. “Ci sara’ tutta una parte della relazione su cui si farà il punto su quello che e’ stato fatto e poi può darsi che ci siano punti diversi analizzati in maniera differente dai singoli commissari – prosegue Marino – adesso cerchiamo di costruire una bozza di sintesi e nella prossima riunione ragioneremo e vedremo qual e’ il livello di condivisione, se c’e’ possibilità di proseguire assieme e che approccio utilizzare”.

Nel prossimo Ufficio di presidenza allargato ai gruppi, che si svolgerà tra l’8 e il 13 gennaio, spiega, “ognuno porterà degli elaborati e ci si confronterà su questi per cercare di vedere se c’e’ possibilità di condivisione. Se c’e’, si procede”. Il documento finale dovrebbe, quindi, strutturarsi “in una parte condivisa relativa” all’attività svolta dalla Commissione e poi un’appendice con “i dati statistici”. Resta da capire se le eventuali relazioni di minoranza saranno allegate alla relazione. “Sui temi controversi ci dovrà essere un confronto per capire se si riesce a operare una sintesi – conclude Marino – ma delle responsabilità del passato ritengo si debba occupare più la magistratura che non la Commissione. Tra le riflessioni che svilupperemo c’e’ anche questo ma una cosa e’ la magistratura una cosa e’ la Commissione, noi abbiamo compiti diversi. Penso che dobbiamo cercare di lavorare molto per il futuro e lasciare in eredita’ a chi viene dopo di noi indicazioni perché i cittadini non siano più truffati, perché non si ripetano casi di malaffare. Il nostro obiettivo e’ di arrivare entro il 27 gennaio a un documento conclusivo”.

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