Flat Tax? Tra diseguaglianze e concentrazione della ricchezza.

Cari amici,

Non facciamoci ingannare. La flat tax rischierebbe di moltiplicare esponenzialmente una preoccupante e ultradecennale tendenza all’aumento delle diseguaglianze, ulteriormente aggravata dalla crisi economica: la politica fiscale sui redditi è una delle principali armi nella lotta a tale fenomeno, perché il suo ruolo redistributivo e la sua struttura progressiva sono imprescindibili per contrastarne la crescita. 

Lo stesso Fondo Monetario Internazionale si è recentemente concentrato, nel proprio Fiscal Monitor, sulla questione delle diseguaglianze (IMF Fiscal Monitor: Tackling Inequality, Ottobre 2017), sottolineando come, piuttosto, negli ultimi tre decenni la perdita di progressività della tassazione sui redditi abbia favorito fenomeni distorsivi, diminuendone l’efficacia redistributiva e favorendo le diseguaglianze.

Flat TaxUn’aliquota unica al 25 per cento significa dunque abbandonare totalmente (o quasi, dato che si parla di alcuni strumenti correttivi) il criterio di progressività: disegnare, cioè, uno scenario in cui i vantaggi conseguenti dalla riforma sarebbero maggiori all’aumentare del reddito. Oggi le aliquote minime sono, infatti, già comprese tra il 23 e il 27 per cento. Il modello di flat tax proposta durante questa campagna elettorale, dunque, alimenterebbe la crescita delle diseguaglianze e favorirebbe la concentrazione delle ricchezze.

La diminuzione della pressione fiscale, per tutte le fasce di reddito, è un obiettivo prioritario, ma non si può abbandonare il criterio di progressività: al contrario, occorre fare una riflessione profonda se non sia necessario puntare maggiormente verso questa strada.

Negli ultimi tre anni, grazie al nostro impegno, l’indice di povertà complessiva è diminuito del 10 per cento, l’indice di gini, che misura le diseguaglianze, del 4 per cento. Abbiamo inaugurato politiche di sostegno alle famiglie a basso e medio reddito e altre per l’inclusione economica (REI). Occorre fare molto, moltissimo. Ma siamo sulla strada giusta, una strada lunga e tortuosa, sulla quale occorre proseguire con decisione e coerenza. Non facciamoci ingannare da promesse o programmi controproducenti e demagogici.

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