Insieme, per continuare a cambiare, in meglio, il Paese

Accettazione candidatura

Cari amici,

come molti di voi sapranno, sono stato scelto per guidare la lista senatoriale del Partito Democratico nel collegio plurinominale Piemonte 1. Si tratta di un attestato di grande stima da parte del Pd, e non posso certo nascondere l’orgoglio di rappresentare il nostro partito, in questo modo, nella nostra Torino. Durante le ultime settimane ho riflettuto profondamente, e ho avuto un po’ di tempo per guardare indietro, al percorso che mi ha condotto sino a qui, inaugurato, oltre venticinque anni fa, nel consiglio dell’allora Circoscrizione 8. Sono stati anni di grandi sfide che ho cercato, sempre, di affrontare con responsabilità, impegno e dedizione.

Non guardo a questa nuova avventura come ad un punto di arrivo, perchè significherebbe non amare più ciò che faccio, e quindi non poterlo più fare con tutti i mezzi a mia disposizione. Piuttosto lo vivo come un ulteriore stimolo a dare ancora di più, sentendo intensamente il richiamo alla rinnovata responsabilità: per non deludere la stima che il partito ha dimostrato nei miei confronti, le speranze dei nostri militanti e, soprattutto, per cercare di contribuire al bene del nostro Paese e di tutti i cittadini. Non so cosa accadrà durante la prossima legislatura, se avremo ancora la possibilità di contribuire, da una posizione di Governo, a continuare il percorso di riforme intrapreso negli ultimi anni. Ciò che posso invece garantire è che, come credo di aver sempre fatto in passato, non risparmierò nulla per rispondere presente alla chiamata del Partito Democratico.

Ora dobbiamo concentrarci sul prossimo, determinante, mese di campagna elettorale. Dobbiamo scendere nelle strade, se necessario bussare casa per casa, per spiegare ai nostri concittadini ciò che abbiamo fatto negli ultimi anni e il nostro progetto per la prossima legislatura, persuadendoli che la strada intrapresa è quella giusta per condurre il nostro amato paese verso il futuro. Certo, possiamo aver commesso degli errori. Riformare è un processo dinamico, che richiede, nel corso del tempo, un importante lavoro di analisi dei risultati e di correttivi, e la passata legislatura ha riformato come non era mai stato fatto negli ultimi vent’anni. Dobbiamo riuscire a far capire che la nostra idea per il Paese non è estemporanea o improvvisata, basata sul populismo e sulle paure dei cittadini, ma risponde ad una progettualità riformatrice e progressista, concreta, percorribile e che ha già registrato numerosi risultati positivi in un lasso di tempo relativamente limitato.

In tutti noi vi è un richiamo alla responsabilità: quella di impegnarci fino all’ultimo per convincere chi è sfiduciato, chi negli anni passati si è allontanato dalla politica e anche chi non è d’accordo con noi, che il Paese non può essere lasciato nelle mani di chi parla di razza; di chi illude, facendo promesse non mantenibili; di chi guarda alla chiusura, ai muri, alle discriminazioni.  Si apre un mese intensissimo, ma sono convinto che tutti noi lo affronteremo nel migliore dei modi possibili!

Un abbraccio,

Mauro

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