MinCulPop? No, grazie.

Museo Egizio

C’era una volta il MinCulPop (Ministero della Cultura Popolare)… e non mi stupirei, dati i toni di questa campagna elettorale e quanto accaduto negli ultimi giorni, se qualcuno particolarmente nostalgico arrivasse a riproporlo.

Una provocazione, certo. La storia insegna, però, che quando la politica inizia a porre al centro discriminazione, razzismo, quando attacca una parte del mondo culturale perché non allineato al proprio pensiero, le conseguenze possono essere drammatiche.

Facciamo un passo indietro. Nel 1824, Carlo Felice creava il Museo delle Antichità Egizie di Torino: oggi una delle tre realtà più importanti, a livello globale, per quanto riguarda l’egittologia.

Negli ultimi anni, il Museo Egizio ha battuto ogni record, sia in termini di affluenza che di ricavi. Ciò è stato possibile perché alla sua guida è stata posta una persona competente, giovane e dinamica come Christian Greco.

Museo Egizio

Dal 2014, Greco ha messo al centro del proprio lavoro due parole: qualità e accessibilità. Perché la cultura deve essere, prima di tutto, accessibile.

Il nostro è un Paese che ancora fatica a premiare competenza e merito, anche e soprattutto in ambito culturale. Per questo, i risultati di Greco assumono ancora maggiore importanza. Perché dimostrano che questi sono valori imprescindibili per il futuro italiano. Non è allora accettabile, da parte di chi aspira a governare il Paese, che si tenti di danneggiare una realtà come quella dell’Egizio in cambio di un po’ di eco mediatica, utilizzando temi e toni pericolosi come quelli degli scorsi giorni.

Per fortuna è bastato un video girato con il cellulare per dimostrare, ancora una volta, che la competenza e la serietà prevalgono sull’ignoranza e la strumentalizzazione.

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