Necessario intervenire sul Fondo di solidarietà Comunale. Torino? Il primo anno di giunta M5S non può essere considerato positivo.

Nuova Società

di Giulia Zanotti | Nuova SocietàMauro Marino è Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato nonché, da qualche settimana, vicepresidente della Commissione bicamerale d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario. Impegni che non sembrano però averlo distolto dalle vicende che hanno riguardato, negli ultimi mesi, il nostro territorio.

Senatore Marino, immagino abbia seguito da vicino l’emergenza incendi. Cosa ne pensa?

Certamente, una tragedia per tutto il Piemonte. La Valsusa, poi, è una delle aree a cui sono più affezionato, essendovi profondamente legato sin da bambino. Quanto accaduto è forse, insieme alle alluvioni del 1994 e del 2000, uno dei disastri più gravi degli ultimi decenni. Come sottolineato dagli esperti, ci vorranno anni per riuscire a superarla. Lasciate che esprima tutta la mia solidarietà ai Sindaci e ai cittadini dei Comuni colpiti, e un’immensa gratitudine per l’incessante e estenuante lavoro ai gruppi dell’AIB, del Consorzio Forestale, a tutti i gruppi di volontari organizzati ed ai dei Vigili del Fuoco che, con quanto a disposizione, soprattutto nei primi giorni, hanno fatto un vero e proprio miracolo. Per fortuna la situazione, nelle ultime ventiquattro ore, è andata nettamente migliorando: gli incendi dovrebbero oramai essere completamente sotto controllo.

Il Movimento 5 Stelle ha accusato la Regione, e il Presidente Chiamparino, di avere grandi responsabilità a riguardo

Io credo che, in certe circostanze, prima di partire all’attacco, occorra fare un profondo respiro e rendersi conto di come l’opportunità della strumentalizzazione politica debba essere, quantomeno, rimandata. Il tema degli incendi boschivi, connessi anche a periodi di siccità sempre più intensi, è una delle principali sfide che l’Italia, tutta, dovrà affrontare nei prossimi anni. Anche gli esperti sostengono non possa essere risolta da un giorno all’altro. Da qui a dire che negli ultimi trent’anni le politiche messe in atto siano sempre state al massimo della possibilità vi è differenza, e su questo tema si può discutere, ma nel caso in questione la Regione Piemonte ha immediatamente messo a disposizione tutte le proprie risorse, allertando il Ministro degli Interni e muovendosi con quanta più tempestività possibile. Se vi dovessero essere responsabilità di qualcuno, saranno accertate e la politica avrà il dovere di evidenziarle, ma partire all’attacco mentre la propria terra brucia, forse, non è esattamente un atteggiamento maturo, né opportuno. Credo, invece, debba aprirsi, e con urgenza, a livello nazionale, un dibattito serio e approfondito su come affrontare la tematica degli incendi boschivi che, ripeto, ci toccherà sempre più da vicino.

Un altro tema scottante, che riguarda da vicino i Comuni delle aree interessate dagli incendi: da oltre un anno il Sindaco di Oulx, Paolo De Marchis, si è fatto, insieme a tutti Comuni olimpici di Torino 2006, capofila delle proteste contro il Fondo di Solidarietà Comunale. Il riassunto di quanto sostenuto è che i Comuni virtuosi paghino, troppo, per i comuni che, al contrario, non lo sono

Ritengo che i problemi, a riguardo, siano da affrontare in uno spazio di discussione molto più ampio. Prima di tutto, occorrerebbe chiarire, una volta per tutte, cosa debba essere dell’idea del federalismo fiscale. A partire dalla riforma del Titolo V la strada tracciata sembrava quella di una maggiore autonomia fiscale per i Comuni. Negli ultimi anni tali spazi di manovra sono andati restringendosi, a discapito, tra l’altro, con il blocco delle aliquote, di quelle realtà che avevano mantenuto pressioni fiscali più contenute. Questo sarebbe, dunque, il primo punto da affrontare, perché non consegna certezze ma destabilizza la realtà locale e l’orizzonte di azione dei Sindaci, aumentando le difficoltà ad adottare un sistema, quello della Fondo di Solidarietà Comunale basato sui Fabbisogni Standard, che è ancora, evidentemente, in fase di perfezionamento, e che entrerà a pieno regime, sostituendo totalmente il sistema basato sulla spesa storica, a partire dal 2021.

Dunque lei, ritiene che vi sia un fondamento di verità in quanto sostenuto dai nostri Comuni?

Sia chiaro, la solidarietà perequativa è un elemento importantissimo per la sostenibilità di un Paese, che avvenga a livello regionale o comunale. Lasciarsi andare a facili populismi, come quelli che hanno animato la lotta indipendentista catalana negli ultimi mesi, non è solo dannoso, ma è sbagliato. Certamente, però, la perequazione deve avvenire sempre sulla base di criteri il più possibile bilanciati. Oggi, rispetto al Fondo di Solidarietà Comunale, vi sono delle questioni irrisolte, oserei affermare, piuttosto evidenti. Il SOSE ha fatto e continua a fare un grande lavoro, e alcuni correttivi sono stati apportati. Permangono però diverse criticità, che vanno a pesare fortemente sulle risorse a disposizione di quei comuni virtuosi che basano la loro economia sul turismo: sono la più importante azienda relativamente a posti di lavoro e indotto, ma sono penalizzati perché in alcuni casi oltre 50% della fiscalità non resta sui territori.. Prendiamo ad esempio il calcolo dei livelli essenziali di prestazione. Il turismo non rientra tra i servizi essenziali, avendo quindi un peso relativo nella ponderazione dei fabbisogni, mentre la domanda dei servizi viene basata sulla popolazione residente e non equivalente. In certi periodi dell’anno le nostre realtà montane, e in generale tutti i comuni turistici a bassa popolazione, vedono però aumentare esponenzialmente il numero di persone a cui erogare i servizi, e quindi anche i costi del Comune, senza che ciò venga riconosciuto. Un altro punto di distorsione è la mancata inclusione nelle capacità fiscale dei trasferimenti compensativi della soppressione della Tasi sulle abitazioni principali, che intocca il funzionamento del sistema perequativo a sfavore dei comuni con prevalenza di seconde case, come quelli turistici. In ultimo, sempre nel calcolo della capacità fiscale, pesa il fatto che quei comuni virtuosi – e stiamo parlando di tutti i Comuni con comprensori invernali della Valle di Susa – che hanno compiuto una revisione dei valori catastali, vivono una penalizzazione rispetto a quelli fermi agli accatastamenti di diversi decenni fa.

Nella Legge di Stabilità, però, non si trova nulla a riguardo. Si passerà la palla alla prossima legislatura?

In questi mesi vi è stata, con i soggetti interessati, una fitta interlocuzione e non solo a livello del Piemonte. È evidente che si tratta di un problema estremamente serio e urgente. Credo, personalmente, che rinviare di un altro anno la questione rappresenti un’oggettiva difficoltà che contrasta, altresì, con i principi e la volontà politica riscontrabile all’interno della Legge sui Piccoli Comuni. Per cui cercheremo di fare il possibile per intervenire, almeno in chiave emendativa, già a partire dalla prossima Legge di Stabilità”.

Una domanda sulla sua città, Torino. Ultimamente le polemiche sembrano all’ordine del giorno: dall’indagine a carico della sindaca per falso in atto pubblico alle dimissioni di Giordana sino agli avvisi di garanzia per i tristi fatti di piazza San Carlo. Come giudica il primo anno e mezzo di operato della Giunta?

Guardi, è difficile considerare positiva la gestione della Città da parte della nuova amministrazione. Soprattutto se si prende a riferimento quanto affermato in campagna elettorale, e lo si combina con la strategia di comunicazione, oramai nota, del Movimento Cinque stelle, riassumibile in due concetti: l’onestà come contrapposizione ad una totalità, evidentemente, reputata disonesta, e l’idea che loro sarebbero in grado di risolvere ogni problema, come se fossero dotati di una bacchetta magica. La verità è che poi, quando non basta fare opposizione e individuare slogan d’effetto, ma affrontare la realtà del governo, ci si scontra con la complessità e le difficoltà esistenti nell’amministrare una città, una regione, un’intera nazione. Mi auguro che quanto accaduto nell’ultimo anno e mezzo possa essere servito all’attuale giunta per maturare, approfondire le conoscenze e superare quella palese inesperienza, e a volte incompetenza, che diversi membri hanno mostrato in molte occasioni. Me lo auguro, prima di tutto, per il bene di Torino e dei miei concittadini.

Presidente Marino, in conclusione non possiamo esimerci da una battuta sulla Commissione d’Inchiesta sulle Banche: nelle ultime settimane le polemiche politiche hanno riempito i giornali, ma qual è il punto della situazione dei lavori?

I lavori procedono a ritmi serrati: purtroppo il tempo a disposizione è estremamente limitato, e dobbiamo affrontare tutte le crisi bancarie che hanno colpito il sistema italiano negli ultimi anni. Per questo abbiamo deciso di intensificare il numero delle sedute settimanali e, sino ad ora, posso dire che le audizioni delle ultime due settimane hanno evidenziato aspetti importanti e di interesse. Purtroppo, qualcuno tenta sempre di costruire la polemica politica, sollevando questioni inesistenti e strumentali, come avvenuto in occasione della consegna, da parte della Banca d’Italia, del materiale richiesto dalla Commissione. Non si comprende come, così facendo, in cambio di un po’ di ritorno politico o elettorale, si alimenti una tensione non salutare all’interno della Commissione, che influenza negativamente il nostro lavoro e trascina il dibattito nell’agone politico, quando è esattamente ciò che dovrebbe essere evitato.

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