Parere approvato dalla Commissione sull’atto del Governo n.458

Banche

Parere approvato dalla Commissione sull’atto del Governo n.458 (Commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta)

 
La Commissione Finanze e tesoro, esaminato l’atto in titolo,

premesso che

lo schema di decreto legislativo attua i principi e i criteri direttivi previsti dagli articoli 11 e 12 della legge di delegazione europea 2015, che a sua volta introduce nell’ordinamento italiano gli obiettivi e le prescrizioni della direttiva 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio sui servizi di pagamento nel mercato interno;

la materia dei pagamenti deve necessariamente essere disciplinata da una normativa omogenea e uniforme in tutti gli Stati membri secondo principi di tutela degli ordinanti, di accesso ai servizi con costi omogenei e secondo la libera concorrenza tra i prestatori di servizi;

esprime parere favorevole con le seguenti osservazioni:

1)      in materia di servizi di pagamento per donazioni e partecipazioni a raccolte fondi di beneficienzada parte di operatore telefonico e di telecomunicazione tramite strumenti e dispositivi elettronici, la direttiva fa riferimento in maniera generica a riduzione di costi per entità e soggetti che raccolgono donazioni a fini caritatevoli. Lo schema di decreto in esame, facendo riferimento alle erogazioni liberali destinate agli enti del terzo settore, amplia ad una platea molto vasta di soggetti tale eccezione, in un modo che rischia anche di essere disomogeneo rispetto alle realtà di altri Paesi membri. Si suggerisce quindi di introdurre un riferimento alla disciplina prevista nella legge annuale per la concorrenza di cui alla legge 4 agosto 2017, n. 124, ai commi 49 e 50 dell’articolo 1, e comunque di introdurre un riferimento normativo più aderente alle finalità della direttiva;

2)      in tema di consenso e revoca dello stesso, che il cliente deve poter fornire rispetto all’esecuzione di pagamenti agli intermediari, appare opportuno, per salvaguardare e tutelare i clienti da comportamenti fraudolenti, specificare che anche la revoca del consenso avvenga con le stesse modalità e informandone con immediatezza il prestatore di servizi di pagamento di radicamento del conto (intermediario o banca). Si esprime il dubbio che il dato normativo di cui all’articolo 2, comma 6, dello schema, che inserisce gli articoli 5-bis, 5-ter e 5-quater nel decreto legislativo n. 11 del 2010, non sciolga in maniera univoca la questione della responsabilità del prestatore di radicamento del conto nel caso in cui non sia informato della revoca del servizio di pagamento data dal cliente al prestatore del servizio di informazione;

3)      in riferimento al tema del rimborso di operazioni non autorizzate si segnala l’opportunità che il Governo apra un confronto con gli altri Stati membri al fine di chiarire le tempistiche relative alle operazioni di rimborso all’utente previste dall’articolo 11 del decreto legislativo n. 11 del 2010, come modificato dall’articolo 2, comma 14, dello schema di decreto legislativo, in quanto, ferma restando la necessità di garantire e tutelare il consumatore attraverso una tempistica di rimborso rapida e certa quando la spesa non è autorizzata, la norma non sembrerebbe tenere conto delle difficoltà operative; in particolar modo la disposizione non considera il fatto che la contestazione del cliente potrebbe essere effettuata nelle ore serali, riducendo quindi la nozione di «giornata operativa successiva» cui fa riferimento la norma a poche ore rispetto al tempo invece disponibile nel caso in cui l’operazione sia contestata nelle prime ore del giorno;

4)      per quanto riguarda le operazioni in divise diverse e la relativa conversione, si segnala l’opportunità di chiarire la tempistica della disponibilità dei fondi al beneficiario rispetto a quella dell’operazione di conversione;

5)      in relazione ai pagamenti da e alle amministrazioni pubbliche, la Commissione rileva la mancata emanazione del decreto ministeriale previsto per tener conto delle peculiarità dei soggetti che effettuano o ricevono il pagamento, tra l’altro destinatari della disciplina di finanza pubblica che le banche che svolgono servizio di tesoreria sono tenute ad applicare;

6)      inoltre, alla luce delle innovazioni tecniche e normative introdotte anche dalla direttiva 2015/2366, valuti il Governo l’opportunità di innovare gli strumenti di pagamento della Pubblica amministrazione, disponendo tutte le abrogazioni, modificazioni e integrazioni alla normativa vigente, anche di derivazione europea, al fine di assicurare al riguardo il coordinamento con le disposizioni di attuazione della medesima direttiva 2015/2366, valutando in particolare, a tal fine, l’opportunità di introdurre, dopo l’articolo 4 dello schema di decreto legislativo, una norma del seguente tenore:

«Art. 4-bis – (Innovazione negli strumenti di pagamento della Pubblica amministrazione)

1. All’articolo 1, comma 47, della legge 28 dicembre 1995, n. 549, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) dopo le parole “carta di credito” sono inserite le seguenti: “fisica o virtuale”;

b) le parole da “qualora non sia possibile” fino alla fine del comma sono soppresse.

2. All’articolo 1 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, dopo il comma 48 è inserito il seguente:

“48-bis. L’utilizzo della carta di credito fisica o virtuale è altresì ammesso nel rispetto dei seguenti principi generali:

a) la titolaritàdella carta di credito fisica o virtuale può essere attribuita alle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni e integrazioni;

b) la carta di credito fisica o virtuale può essere utilizzata per eseguire le spese delle amministrazioni pubbliche in regime di contabilitàordinaria o speciale;

c) la carta di credito fisica o virtuale può essere utilizzata per i pagamenti dovuti a titolo di corrispettivo dalle amministrazioni pubbliche per i contratti di acquisto di beni e servizi conclusi tramite gli strumenti elettronici di cui all’articolo 1, comma 450, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.”»;

7)      la Commissione ritiene opportuno confermare la previsione del decreto ministeriale di attuazione rideterminando un termine per l’emanazione dello stesso, con l’applicazione a partire dal 1° gennaio 2019;

8)      in ragione della ristrettezza dei tempi per la conclusione dell’iter di recepimento e l’entrata in vigore della nuova disciplina, appare opportuno prevedere una modalità e una tempistica adeguate ad informare gli utenti: appare opportuno quindi prevedere che il passaggio dal vigente regime legale a quello nuovo sia privo di incertezza e dare piena comunicazione ai clienti, tenendo conto che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale rischia di essere troppo a ridosso dell’invio delle comunicazioni periodiche, come l’estratto conto di fine anno. Appare ragionevole consentire quindi che tale informazione possa essere resa attraverso un’informativa da inviare entro e non oltre il 31 marzo 2018;

9)      in merito alle disposizioni transitorie, dato il possibile disallineamento temporale tra la data di entrata in vigore delle disposizioni in commento e la decorrenza delle norme tecniche in materia di autenticazione forte e di comunicazione sicura rimessa alla potestà dell’EBA,  come già fatto in analoghe circostanze, si suggerisce di specificare che la disciplina di rango secondario vigente al 12 gennaio 2018 (data di entrata in vigore del decreto legislativo), continui ad applicarsi fino alla data di entrata in vigore della normativa tecnica;

10)  in termini più generali, atteso l’interesse per una completa regolamentazione del settore, anche alla luce delle innovazioni tecnologiche in atto e del ruolo che in esso possono giocare le imprese innovative, valuti il Governo la possibilità di introdurre una specifica disciplina volta favorire la prestazione di servizi di pagamento da parte di imprese start-up innovative di cui all’articolo 25, comma 2, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179.

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