Risoluzione approvata dalla Commissione sull’affare assegnato N.1052 (Crediti deteriorati)

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Risoluzione approvata dalla Commissione sull’affare assegnato N.1052 (Crediti deteriorati)

La Commissione Finanze e tesoro,

premesso che:

–           la Commissione europea ha avviato un’ampia consultazione pubblica sullo sviluppo dei mercati secondari per i prestiti in sofferenza e le attività deteriorate nonché la protezione dei creditori garantiti in caso di insolvenza del debitore;

–           scopo della consultazione è quello di raccogliere indicazioni per l’elaborazione di misure legislative volte a eliminare o ridurre gli ostacoli che gravano sui mercati secondari per i prestiti in sofferenza in modo da favorirne lo sviluppo, nonché di ricevere osservazioni per quanto riguarda un’eventuale iniziativa legislativa dell’Unione europea finalizzata al rafforzamento della capacità dei creditori di recuperare il valore dei prestiti garantiti alle imprese e agli imprenditori («garanzia di prestito accelerata»);

–           l’assorbimento da parte del sistema economico dei crediti deteriorati rappresenta una delle principali sfide per il settore bancario, dal momento che il volume complessivo dei crediti deteriorati, nonostante i positivi risultati fin qui raggiunti, rimane ancora eccessivamente elevato, soprattutto in Italia, e incide ancora in maniera rilevante, ancorché ridotta rispetto al recente passato, sulla capacità del settore bancario di finanziare il sistema delle imprese (soprattutto delle PMI) e sul necessario rafforzamento patrimoniale di quest’ultimo;

–           questa Commissione è consapevole che un rapporto squilibrato tra crediti deteriorati e impieghi (di norma superiore al 10 per cento) determina un effetto negativo sulla redditività delle banche e sulla loro capacità di erogare nuovi crediti al sistema produttivo e ai consumatori in genere;

–           numerose iniziative legislative –  comunitarie e nazionali – volte a completare l’Unione bancaria hanno affrontato già la questione consentendo comunque un processo di riduzione delle sofferenze;

–           occorre trovare un giusto equilibrio tra l’esigenza di aumentare la velocità dello smaltimento dei NPL e la solidità patrimoniale delle banche, evitando accelerazioni forzate che potrebbero tradursi in svendite e indebolimenti patrimoniali delle banche interessate, considerato altresì che le regole italiane per l’individuazione e il trattamento delle sofferenze e dei crediti deteriorati sono oggi particolarmente severe;

–           ferma restando l’indipendenza della BCE nel quadro normativo comunitario, è auspicabile che le istituzioni europee, insieme ai parlamenti e ai governi nazionali, nel pieno rispetto dei principi della «legislazione ascendente», agiscano in stretta sintonia per evitare sovrapposizioni, non funzionali all’obiettivo, tra attività di vigilanza e iniziative legislative che potrebbero avere effetti negativi sul sistema;

–           è condivisibile il percorso individuato dal Consiglio dei ministri UE l’11 luglio scorso, che mira a una più efficace vigilanza bancaria, alla riforma dei criteri di riferimento per insolvenza e recupero crediti, allo sviluppo dei mercati secondari per le «attività deteriorate» e alla ristrutturazione del settore bancario;

–           in questo contesto, la proposta che la BCE vorrebbe inserire in nuove «linee guida» a garanzia di NPL – consistente nella prescrizione di accantonamenti pluriennali equivalenti al 100 per cento dei nuovi crediti deteriorati – dovrebbe essere in sintonia con la parallela attività del Consiglio e della Commissione UE che, come ricordato in precedenza, mirano al triplice obiettivo di favorire la creazione di mercati secondari per l’assorbimento dei NPL «vecchi» e che ben possono essere funzionali ai «nuovi»,  al rafforzamento patrimoniale delle banche, in coerenza con quanto praticato dalla stessa BCE con la politica espansiva avviata con il QE e a una maggiore vigilanza sulle stesse, senza compromettere la capacità del sistema bancario di erogare crediti a favore della crescita economica;

–           lo smobilizzo dei crediti deteriorati va di pari passo con iniziative volte a reimmettere nel circuito economico i beni immobili a garanzia dei debiti, anche tenuto conto delle modifiche introdotte nella legislazione nazionale, con un criterio di coinvolgimento di soggetti sia pubblici che privati interessati alla rivalutazione di tali beni;

 

formula i seguenti rilievi e osservazioni:

 

–           apprezza il percorso partecipativo individuato dalla Commissione europea, coerente con un diffuso sentimento di attenzione e preoccupazione dell’opinione pubblica e con gli auspici e le indicazioni contenute nelle conclusioni del Consiglio dei ministri UE dell’11 luglio scorso;

 

–           ritiene che ogni ulteriore intervento sulla gestione dei crediti deteriorati futuri, a livello UE, debba essere orientato a far fronte a una possibile insufficienza degli accantonamenti disposti dagli istituti di credito interessati, ma non in misura tale da compromettere il primario fine del sistema bancario quale strumento volto a erogare quanto è utile alla crescita del nostro apparato produttivo, considerato altresì che il mercato, anche a seguito delle più recenti disposizioni legislative, comunitarie e nazionali, ha gli strumenti per valutare la redditività delle banche e la loro solidità patrimoniale;

 

–           osserva che nel nostro Paese, in soli sette  mesi, le sofferenze nette sono calate del 23 per cento, alla cifra di 65 miliardi di euro e che negli ultimi sei anni il sistema bancario ha accantonato 152 miliardi di euro a fronte di crediti deteriorati;

 

–           invita il Governo ad attivarsi nelle sedi opportune affinché la BCE, in relazione ai crediti deteriorati futuri, nella sua indipendenza e nell’ambito delle sue competenze, formuli nuove indicazioni al sistema bancario e agli organismi di vigilanza operanti nei singoli Paesi, in stretta sintonia con le istituzioni UE e in coerenza con gli obiettivi di crescita che hanno, come già ricordato, ispirato anche la sua più recente politica monetaria;

 

–           invita la Commissione europea a dare corso agli indirizzi del Consiglio per la definizione di uno schema orientativo per la creazione di società di gestione patrimoniale a livello nazionale dei crediti deteriorati, in cui, come recita il dispositivo delle conclusioni del Consiglio dei ministri dell’Unione europea dell’11 luglio scorso, «siano definiti principi comuni circa i perimetri pertinenti applicabili agli attivi e alla partecipazione, le soglie relative alla dimensione degli attivi, le norme per la valutazione delle attività, le strutture del capitale adeguate, le caratteristiche operative e in termini di governo societario, a livello pubblico e privato»;

 

–           invita il Governo a concorrere all’elaborazione di un approccio condiviso a livello europeo per promuovere lo sviluppo di mercati secondari per i crediti deteriorati che miri a salvaguardare i diritti dei consumatori, a semplificare e armonizzare i requisiti in materia di autorizzazioni per la gestione dei crediti da parte di terzi;

 

–           sollecita al Governo e alle autorità di vigilanza l’analisi dell’adeguatezza delle misure adottate negli ultimi tre anni per rendere più agevole e più veloce lo smobilizzo e la cessione dei crediti assistiti da garanzie reali, con particolare riferimento agli effetti delle norme fallimentari o parafallimentari, per individuare gli strumenti più utili ai fini di una valorizzazione degli immobili ai fini dell’economia reale.

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