Risoluzione approvata dalla Commissione sull’atto n.850 – Doc. XXIV, n.76 (Agenzie Fiscali)

Risoluzione approvata dalla Commissione Finanze e Tesoro del Senato sull’atto n.850 – Doc. XXIV, n.76 (Riorganizzazione Agenzie Fiscali)

La Commissione Finanze e tesoro esprime in premessa apprezzamento per l’iniziativa del Ministro dell’economia e delle finanze di attivare una collaborazione di alto livello con organismi internazionali che hanno analizzato a fondo i pregi e i difetti dell’organizzazione amministrativa e di regolazione del comparto tributario;

in entrambi i rapporti si indicano delle priorità di intervento che appaiono utili al legislatore italiano nel presupposto che l’architettura complessiva è adeguata ma va migliorata in termini di efficienza, autonomia e efficacia; 

atteso che l’Italia è un paese con una pressione fiscale elevata, ma con livelli di osservanza delle normativa fiscale  bassi;

 

sottolineato che l’Amministrazione ha mostrato un alto livello di competenza e un grande impegno nel gestire la mole degli impegni relativi alle normative approvate negli ultimi anni, con particolare riferimento: alle varie fasi della voluntary disclosure; alla gestione delle innovazioni introdotte per garantire una  più ampia collaborazione e consulenza tra fisco e contribuente nella prospettiva di razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti; alla gestione della normativa di contrasto all’evasione, con particolare riferimento a quella relativa a split payment e reverse charge da cui sono derivati i più significativi risultati in termini di recupero di gettito; alla attivazione degli strumenti richiesti dal decreto relativo all’internazionalizzazione delle imprese, fra cui il  la cooperative compliance,  i nuovi interpelli e il ruling che stanno anch’essi dando concreti risultati;

 

ribadito che il modello amministrativo delle Agenzie, che si è rivelato certamente valido nel superare la struttura ministeriale, soffre oggi di un oggettivo restringimento operativo;

 

rilevato che i due rapporti, pur nella differente ottica, hanno rimarcato:  

la  molteplicità degli enti con funzioni in ambito tributario, da cui deriva una serie di sovrapposizioni di competenze;

la progressiva riduzione degli ambiti di autonomia delle Agenzie fiscali, in forza della contrazione delle risorse messe loro a disposizione e della mancanza di potestà propria in relazione alla gestione del personale;

in particolare la durata del mandato dei direttori e l’applicazione del meccanismo dello spoil system.

l’alto livello di dettaglio delle convenzioni con il Ministero dell’economia e delle finanze costituisce a sua volta un fattore di contrazione dell’autonomia delle Agenzie, in particolare dal punto di vista strategico;

la valutazione dell’operato delle Agenzie dovrebbe essere inoltre maggiormente focalizzata sui risultati conseguiti, ad esempio in termini di riduzione dell’evasione;

la sovrapposizione degli interventi dell’Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza e degli ambiti di responsabilità amministrativa e penale, che costituisce un fattore di debolezza.

Costituiscono invece segnali incoraggianti la progressiva digitalizzazione delle pratiche, soprattutto in ambito doganale, e l’introduzione delle dichiarazioni precompilate.

 

Ricordato

che in tema di riscossione occorre procedere all’attuazione delle disposizioni volte a trasferire ad altra Agenzie le competenze assegnate a Equitalia;

che l’Agenzia delle entrate e delle dogane (essa stessa oggetto di integrazione problematica con il personale dell’ex Amministrazione Autonoma dei Monopoli) sono alle prese con urgenti e pressati esigenze di gestione del personale con incarichi dirigenziali;

 

esprime una valutazione positiva con le seguenti osservazioni:

ferma restando la piena potestà di indirizzo e di determinazione degli obiettivi rimessa all’organo politico di vigilanza occorre ridare autonomia finanziaria alle Agenzie: eventuali interventi di spending review generalizzata non possono riguardare orizzontalmente anche le Agenzie, come avvenuto recentemente con i tagli alle spese per gli immobili, per il personale e per l’informatica. Gli interventi di riduzione dovrebbero riguardare i fondi complessivi erogati alle Agenzie, lasciando libere queste ultime di decidere come ripartire i tagli sulle specifiche voci. Ma andrebbe al tempo stesso considerata la necessità di rivedere le assegnazione di fondi alle Agenzie quando ad esse vengano assegnati compiti aggiuntivi o straordinari.

La gestione del personale è in condizioni particolarmente critiche. Hanno pesato numerosi interventi legislativi susseguitisi negli ultimi anni, che hanno progressivamente eroso l’autonomia delle Agenzie su questo fronte, e da ultimo la nota sentenza della Corte costituzionale sugli incarichi dirigenziali. Occorre intervenire urgentemente per dare alle Agenzie l’autonomia necessaria a svolgere efficacemente la loro missione, sul fronte delle regole per il reclutamento nel rispetto dei principi costituzionali, la valutazione, lo sviluppo di carriera, gli incentivi, il contratto di lavoro.

E’ anche opportuno ribadire la piena autonomia delle Agenzie nella determinazione della loro organizzazione interna.

Occorre rivedere il sistema delle convenzioni tra MEF e Agenzie, che oggi sono basati su una pluralità eccessiva di micro-obiettivi, mentre dovrebbero fare riferimento a pochi obiettivi di carattere generale e strategico, ponendo l’accento sugli obiettivi di miglioramento dell’adempimento spontaneo dei contribuenti e della semplificazione delle procedure. Allo stesso tempo il sistema delle convenzioni, e gli incentivi in esse previsti, vanno rivisti anche per migliorare il coordinamento e la supervisione del MEF sull’operato delle Agenzie.

Dal punto di vista operativo la Commissione suggerisce quindi di modificare sia il decreto legislativo n. 300 del 1999 per affermare con maggiore precisione e dettaglio il principio di autonomia finanziaria e gestionale delle Agenzie delle entrate e delle dogane e monopoli,  escludendo le Agenzie da misure di contenimento dei costi a carattere orizzontale, privilegiando l’operatività per obiettivi definiti ex ante e la verifica del raggiungimento degli stessi e assegnando maggiore incisività al raccordo tra indirizzi politici e attività indipendente nel conseguire gli stessi.

Inoltre appare opportuno introdurre una diversa regola di finanziamento e una diversa autonomia regolamentare, per restituire maggiore efficienza e discrezionalità del raggiungimento degli obiettivi.

Inoltre la Commissione suggerisce di modificare il decreto legislativo n. 165 del 2001

per coordinarne le disposizioni degli articoli 2 e 19 con le prescrizioni e indicazioni proposte al decreto legislativo n. 300 citato.

Dalla maggiore autonomia dovrebbe poi discendere una modifica dei rispettivi statuti delle Agenzie nonché un’opera legislativa di abrogazione di norme che contrastano con il regime della riforma.

Considerate la grave situazione organizzativa delle Agenzie fiscali, che si è venuta a creare a seguito  della  sentenza della Corte costituzionale n. 37 del 2015, e la scadenza al 30 settembre 2017 del termine previsto per l’affidamento di funzioni delegate a funzionari, la Commissione rappresenta inoltre al Governo la necessità di un intervento urgente che, nelle more di una riforma complessiva secondo le linee indicate, sia in grado di scongiurare il rischio di uno stallo nell’operatività delle Agenzie, evitando il rischio di gravi conseguenze sulla funzionalità dei servizi da esse svolti e  sull’azione di contrasto all’evasione fiscale.

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